venerdì, 16 settembre 2011
Bambini senza futuro
La Somalia ha il tasso di mortalità infantile sotto i cinque anni più alto del mondo. Lo hanno fatto sapere le Nazioni unite, precisando che a morire prima di compiere cinque anni sono 180 bambini su mille nati nel Paese africano. Il dato è destinato a peggiorare a causa della carestia, siccità e malattie.
Da un comunicato diffuso oggi dall'Onu si apprende inoltre che meno di un terzo dei bambini somali di un anno d'età è stato vaccinato contro malattie mortali e che oltre il 70% della popolazione non ha accesso ad acqua pulita. L'Onu ha dichiarato l'emergenza carestia in sei zone nel centro e nel sud della Somalia. Nel Paese sono inoltre in aumento casi di morbillo, polmonite e diarrea, che potrebbero raggiungere un picco durante la stagione delle piogge a ottobre.
All'allarme delle Nazioni Unite si sono aggiunti i dati contenuti del Terzo rapporto sulla situazione del Paese redatto dalla Caritas Somalia, secondo il quale sono "circa 750mila le persone, la metà dei quali bambini, che in queste zone che sono a rischio di morte nei prossimi 4 mesi, mentre sarebbero 10mila le persone già decedute dall'inizio dell'emergenza".
Per approfondire visita il sito di Avvenire
18:43 Scritto da: mieleinfuso in SOTTO I PONTI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: somalia, bambini, fame nel mondo, solidarietà, politica, mondialità, povertà | OKNOtizie |
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giovedì, 15 settembre 2011
Il design che cambia la vita
Può il design cambiare la vita delle persone? Forse sì, questo dimostrano i 60 progetti tra un migliaio, provenienti da 78 Paesi, selezionati per il più grande premio in denaro per il design, l’INDEX Award, che viene assegnato ogni due anni a Copenhagen. Circa 800 mila euro da dividersi tra i vincitori delle cinque categorie (Corpo, Casa, Lavoro, Gioco e Comunità). Quest’anno, per la prima volta, chiunque poteva proporre la candidatura di un design volto a migliorare la qualità della vita. A giudicare è stata una giuria internazionale composta da designer, studenti di design, professionisti, uomini d’affari e curatori di mostre. Il requisito che conta più di tutti per INDEX, l’organizzazione danese senza scopo di lucro che lo promuove, è il concetto "design che migliora la vita." Cambiamenti climatici, inquinamento, disastri naturali, solitudine, povertà, cura degli anziani...il design può e deve giocare la sua parte.
Nella categoria “Gioco” è stato premiato un airbag invisibile per ciclisti. L’idea è di coniugare un accessorio per la sicurezza degli utenti delle due ruote con un capo alla moda, perché uno dei motivi per i quali i ciclisti indossano poco il caschetto è la vanità. In pratica si tratta di un collare che si indossa come una sciarpa intorno al collo, ma in realtà all’interno cela un sistema di sicurezza che, in caso di incidente, interviene gonfiando l’airbag. L’invenzione è di due giovani designer svedesi, Anna Hauptmann e Terese Alstin e sono previsti distinti modelli per le collezioni moda uomo e moda donna. Se il ciclista subisce un forte urto e in ogni condizione di ribaltamento, i sensori all’interno del collare intervengono: in poche frazioni di secondo gonfiano col gas il piccolo airbag, che diventa un casco avvolgente e protegge la testa del malcapitato da colpi e urti durante la caduta. In Italia ogni anno muoiono circa 300 ciclisti e si contano migliaia di incidenti ciclistici, in alcuni casi gravi, più che in altri Paesi europei, sia per l'assenza di piste ciclabili che per la forte diffusione del ciclismo.
Nella categoria “Corpo” ha vinto invece uno svizzero americano con un progetto di occhiali flessibili a basso costo per i bambini messicani che non possono permettersi cure oculistiche. In alcuni Stati del Paese centroamericano il 50% dei bambini ha bisogno di occhiali e l'11% non riesce a studiare con profitto per problemi di vista. Dopo una visita gratuita a scuola, già 100.000 bambini hanno ricevuto gli occhiali secondo la gradazione di cui necessitano ed è previsto che ne verranno distribuiti circa 400.000 paia ogni anno. Il vincitore, Yves Behar, era stato già insignito in passato del Premio, per aver progettato un computer portatile del costo di 100 dollari.
Nella categoria “Casa” il vincitore è ELEMENTAL Monterrey, un modello rivoluzionario di social housing, sviluppato anche questo in Messico. In sostanza le famiglie sono coinvolte attivamente nella progettazione e realizzazione della casa. Normalmente il costo della casa incide per il 70% rispetto a quello del terreno: in questo caso, invece, solo per il 20%. Una speranza per un sesto della popolazione mondiale che vive ora in baracche o abitazioni di fortuna, una percentuale tra l'altro destinata a crescere fino al 41% entro il 2030 secondo le statistiche. Nella categoria “Comunità” ha vinto invece la capitale della Corea del Sud, Seul, con il progetto “Design Seoul” che mette la persona al centro e concorre a realizzare una città più ecologica e dove si vive meglio. L'India ha vinto, infine, nella categoria “Lavoro”, con un concorso dà ai ragazzi la possibilità di esprimere le loro idee su come migliorare la vita quotidiana e metterle in pratica.
fonte famiglia cristiana. it
20:27 Scritto da: mieleinfuso in CURIOSITA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: design, vita, curiosità, notizie, news, arte | OKNOtizie |
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Carestia in aumento
dal sito del Corriere della sera
Per combattere la carestia nel Corno d’Africa le Nazioni Unite hanno indicato una necessità immediata precisa: 2,5 miliardi di dollari. I conti si possomo fare quasi in tempo reale, nazione donatrice per nazione. Il primo agosto mancavano 1,4 miliardi, a Ferragosto circa 1,22, alla fine del mese scorso si era alla cifra tonda di un miliardo. Oggi siamo esattamente a – 920 milioni.
Primi donatori sono gli Stati Uniti, con 528 milioni, seguiti dalla Gran Bretagna (167), i privati (individui e organizzazioni, 150), La Commissione Europea (111), l’Australia (99), il Canada (73) e il Giappone (87). L’Italia è quota 8,2.
Il 63% dei fondi richiesti è stato finanziato: ed è vero che delle varie crisi umanitarie quella della carestia è fra le più “coperte”, (secondo i dati Ocha Financial Tracking Service) visto che il Sud Sudan ha ricevuto il 40% di quanto auspicato e Haiti è al 52%.
Ma i pagamenti stanno evidentemente rallentando. Ad agosto sono arrivati circa 400 milioni, in due settimane di settembre meno di 100. Mentre la crisi sta drammaticamente accelerando.
12:46 Scritto da: mieleinfuso in SOTTO I PONTI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: povertà, carestia, mondialità, società, vita sociale, politica, solidarietà | OKNOtizie |
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Nell'era dei blog la fine del dubbio
Scriveva Norberto Bobbio in Politica e cultura che il compito degli intellettuali è quello di seminare dubbi, assai più che di raccogliere certezze.
Correva allora la metà degli anni Cinquanta, alcune ere culturali fa. E oggi, in pienissima età postmoderna (o, addirittura, come ritengono alcuni, post-postmoderna)?
A prima vista, il postmoderno - di cui, l’agosto scorso, la rivista britannica <EM>Prospect</EM> ha sentenziato il passaggio a miglior vita - col dubbio dovrebbe sposarsi perfettamente. Morte le ideologie, defunti i grandi racconti, gli abitanti del disincantato Villaggio globale dovrebbero difatti vivere (più o meno serenamente) nello scetticismo, al riparo da tentazioni totalitarie e integraliste. E, invece, come mostrano la cronaca e la politica di questi anni, il dubbio giustamente tanto caro al filosofo torinese viene coltivato molto meno di quanto si dovrebbe. Tra i vari effetti collaterali della postmodernità troviamo così, per un verso, l’esplosione di fondamentalismi morali e religiosi e, per l’altro, un pianeta unificato dall’imperialismo di una comunicazione che, anziché stimolare il dialogo tra opinioni diverse, ha finito col rafforzare l’assertività e la circolazione di messaggi dagli scarsi o nulli contenuti, dotando i vari oscurantismi di armi più convincenti per fare proseliti. Un paradosso, ma neanche troppo, perché proprio di paradossi, come sostengono alcuni dei suoi teorici, vive il postmodernismo...
...Di aiuto un libro in arrivo, l’<EM>Elogio del dubbio</EM> di Peter Berger e Anton Zijderveld (il Mulino, pp. 152, e14), che ci spiega (così recita il sottotitolo) «come avere convinzioni senza essere fanatici».
I due sociologi, l’austroamericano Berger (un maestro della disciplina, pioniere della teoria della costruzione sociale della realtà) e l’olandese Zijderveld, riscoprono il dubbio come viatico per i nostri tempi....
... La «contaminazione cognitiva», ovvero la capacità che hanno le persone che dialogano sul serio di influenzarsi reciprocamente, smettendo di considerare l’opinione altrui come malvagia o irrazionale. E, soprattutto, la «politica della moderazione», che coltiva l’etica della responsabilità e si pone come terza via tra il relativismo e il fondamentalismo degli invasati. È così che si difendono le proprie convinzioni, evitando il pericolo di convertirsi in fanatici e sforzandosi di fare sempre esercizio - difficile, certo, ma irrinunciabile - del dubbio, virtuoso e, soprattutto, ironico...
Per approfondire leggi l'intero articolo sul sito della stampa
09:17 Scritto da: mieleinfuso in CULTURA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cultura, filosofia, dubbio, blog, postmodernità, libri, notizie, news | OKNOtizie |
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mercoledì, 14 settembre 2011
La Carovana dell'Acqua
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E’ arrivata nella Valle del Giordano la Carovana dell’acqua, iniziativa promossa dal Comitato italiano per il contratto mondiale sull’acqua con l’obiettivo di verificare l’accesso alle risorse idriche per palestinesi dei Territori occupati da Israele. La Carovana, che è giunta alla sua quinta edizione e negli anni scorsi ha realizzato missioni analoghe in Bosnia, America Centrale e Kurdistan, ha constatato la drammaticità della situazione, testimoniata anche da diversi documenti internazionali, tra cui uno specifico rapporto di Amnesty International del 2009.
“Decine di migliaia di palestinesi sono privi di accesso all’acqua” - ha raccontato all'agenzia AGI, Luisa Morgantin che guida la delegazione italiana nei Territori. “Uno dei nostri obiettivi - ha spiegato la Morgantini – è quello di attivare relazioni di solidarietà fra le comunità locali e i movimenti dell’acqua impegnati in Italia e in Europa nel contrasto ai processi di privatizzazione”. L’autunno del 2010 è stato il più secco degli ultimi decenni e le ripercussioni si sono fatte sentire anche in un paese come Israele.
Per saperne di più visita il sito unimondo
19:13 Scritto da: mieleinfuso in SOTTO I PONTI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: acqua, mondialità, palestina, israele, ingiustizie | OKNOtizie |
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